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Relining epossidico CIPP: come si crea un nuovo tubo dentro il vecchio

Il relining epossidico CIPP (Cured-In-Place Pipe) crea un nuovo tubo all'interno di quello esistente senza scavare. Una calza in fibra di vetro o poliestere, impregnata di resina epossidica bicomponente, viene inserita e pressurizzata (ad aria o acqua) fino ad aderire alle pareti interne. La resina si indurisce in 2-4 ore formando una struttura autonoma con garanzia 50 anni.

Italflux SRL · Pubblicato il 25 maggio 2026

Cosa significa CIPP: Cured-In-Place Pipe

CIPP è l'acronimo di "Cured-In-Place Pipe", che in italiano si traduce letteralmente come "tubo polimerizzato sul posto". Il termine descrive con precisione il principio di funzionamento: invece di rimuovere e sostituire la tubatura danneggiata, si inserisce all'interno di essa un rivestimento flessibile impregnato di resina, che viene successivamente gonfiato e lasciato polimerizzare in posizione, creando un nuovo condotto impermeabile e strutturalmente autonomo all'interno del vecchio.

La tecnologia CIPP è nata nel 1971 nel Regno Unito, brevettata dall'ingegnere Eric Wood che cercava un metodo per riabilitare le fognature londinesi senza dover interrompere il traffico di superficie. Il primo intervento commerciale fu eseguito a Londra nel 1971 su una fognatura DN225. Nei decenni successivi la tecnologia si è evoluta rapidamente: i materiali sono migliorati (dalla resina poliestere alle moderne resine epossidiche bicomponenti), i diametri applicabili si sono ampliati (da DN25 a oltre DN1500), e il processo si è standardizzato con norme tecniche internazionali come ISO 11296 e EN 13689.

In Italia la diffusione del CIPP è accelerata significativamente negli anni 2000-2010, quando la pressione normativa sulla riduzione del disagio dei cantieri in ambiente urbano ha incentivato l'adozione di tecnologie trenchless. Oggi il CIPP è il metodo di risanamento tubazioni senza scavo più diffuso nel paese, con applicazioni che spaziano dalle fognature comunali agli impianti idrici condominiali, dai collettori industriali alle condotte di irrigazione agricola.

Gli standard internazionali di riferimento per il CIPP in Europa sono ISO 11296 (sistemi di riabilitazione delle tubature fognarie senza scavo) e ISO 11295 (sistemi di riabilitazione delle tubature in pressione). In Italia si applica anche la norma UNI EN 13566 per le tubature di raccolta delle acque e la UNI EN 15839 per le calze utilizzate nel CIPP.

I materiali: calza e resina epossidica

Il sistema CIPP è composto da due elementi fondamentali: la calza (o liner) e la resina impregnante. La qualità dell'intervento dipende criticamente dalla scelta corretta di entrambi i componenti in funzione dell'applicazione specifica.

Tipi di calza

  • Fibra di vetro tessuta: È il materiale premium per applicazioni strutturali e in pressione. Offre il massimo rapporto resistenza/spessore e la migliore resistenza alla flessione. Utilizzata per condotte in pressione (acqua potabile, impianti industriali) e per diametri grandi dove è richiesta struttura portante autonoma. Costo più elevato ma prestazioni superiori.
  • Poliestere tessuto (felt liner): Il materiale più diffuso per applicazioni fognarie a gravità. Offre ottima flessibilità, buona compatibilità con resine epossidiche e poliestere, facilità di installazione. Il felt di poliestere assorbe molto bene la resina, garantendo un'impregnazione uniforme. È la scelta standard per DN50–DN300 nelle fognature condominiali.
  • Polipropilene non tessuto: Calze di ultima generazione con struttura in fibre di polipropilene intrecciate. Ottima resistenza chimica (ideale per ambienti con aggressivi), buona elasticità, compatibile con metodi di cura a UV. Stanno guadagnando quote di mercato nei settori industriale e chimico.

Tipi di resina

  • Resina epossidica bicomponente: La scelta di riferimento per applicazioni idriche e nelle aree sensibili. Eccellente adesione a qualsiasi substrato, resistenza chimica superiore, bassa emissione di VOC dopo polimerizzazione, certificabile per contatto con acqua potabile (EN 1391, WRAS). Tempo di polimerizzazione: 2–4 ore a temperatura ambiente.
  • Resina poliestere: Meno costosa, polimerizzazione più rapida, disponibile in versione foto-attivata (UV). Adatta per fognature nere dove non è richiesta la certificazione alimentare. Resistenza chimica inferiore all'epossidica; sconsigliata per ambienti con solventi o acidi forti.
  • Resina vinilestere: Ibrido tra epossidica e poliestere, con eccellente resistenza chimica agli acidi organici e inorganici. Scelta prediletta per fognature industriali con scarichi aggressivi, ambienti con H₂S (acido solfidrico) o solventi organici. Costo intermedio tra poliestere ed epossidica.

Il processo step-by-step

Il processo CIPP si articola in sei fasi sequenziali, ognuna con un ruolo critico nella qualità del risultato finale.

Passo 1: Ispezione CCTV di diagnosi

Prima di qualunque altra operazione, una telecamera robotizzata ispeziona l'interno della tubatura nella sua interezza. L'ispezione produce un video georeferenziato con annotazione delle anomalie: codici internazionali (WRc UK o NASSCO USA) identificano ogni difetto per tipo, posizione e gravità. L'output è un report digitale che costituisce la base del progetto di risanamento. Questa fase è cruciale: un'ispezione mancata o superficiale può portare a scelte errate sul tipo di liner o sulla tecnica da impiegare.

Passo 2: Pulizia idrodinamica

L'interno della tubatura viene pulito con idropulitrici ad alta pressione (150–500 bar a seconda del materiale e del tipo di deposito). La pulizia serve a rimuovere tutto ciò che impedirebbe la corretta adesione della resina: incrostazioni calcaree, biofilm, radici penetrate, depositi di grassi, fango compattato. Dopo la pulizia viene eseguita una seconda ispezione CCTV di verifica per confermare che la superficie sia idonea. Eventuali radici molto spesse vengono rimosse con fresatrice robotizzata prima della pulizia idrodinamica.

Passo 3: Preparazione della calza (impregnazione della resina)

La calza di fibra di vetro o poliestere viene impregnata di resina epossidica bicomponente in condizioni controllate. Il processo di impregnazione — che può avvenire in fabbrica (wet-out liner, calza pre-impregnata) o sul cantiere — è critico: la resina deve essere distribuita uniformemente sull'intera superficie della calza, senza bolle d'aria e con il giusto rapporto resina/catalizzatore. Le calze pre-impregnate sono preferibili per interventi standard perché garantiscono una qualità di impregnazione superiore e standardizzata. Per i cantieri sul posto, l'impregnazione manuale richiede operatori esperti e macchinari dedicati.

Passo 4: Inserimento (inversione o traino)

La calza impregnata viene introdotta nella tubatura con uno di due metodi principali. Il metodo a inversione usa aria compressa o acqua per "rovesciare" la calza all'interno della tubatura, come si fa con un guanto rovesciato: la calza avanza verso l'interno e la pressione del fluido la mantiene aderente alle pareti durante l'inversione. Il metodo a traino (pull-in-place) usa un cavo pilota per trascinare la calza all'interno da un'estremità all'altra. Il metodo a inversione è preferito per diametri piccoli e medi (DN40–DN250) perché garantisce una pressione uniforme sulla parete; il traino è preferito per diametri grandi o per tratti molto lunghi dove la pressione di inversione sarebbe eccessiva.

Passo 5: Gonfiaggio e polimerizzazione (curing)

Una volta posizionata la calza nell'intera lunghezza del tratto da risanare, un pallone di calibrazione (bladder) viene gonfiato all'interno della calza con aria o acqua a pressione controllata (tipicamente 0.5–1.5 bar). Il pallone preme la calza imbibita di resina contro la parete interna della tubatura, garantendo un contatto completo e uniforme. La pressione viene mantenuta per tutta la durata della polimerizzazione. La resina epossidica reagisce con il catalizzatore e si indurisce progressivamente: a 20°C ci vogliono 2–4 ore; a 10°C i tempi si allungano fino a 6–8 ore. Per accelerare la polimerizzazione in ambienti freddi si usa acqua calda (50–60°C) pompata nel pallone; per la cura a UV si usa una sorgente UV che scorre all'interno del liner impregnato di resina foto-attivata, riducendo i tempi a 30–90 minuti.

Passo 6: Ispezione CCTV finale e test idraulico

Dopo la polimerizzazione e la rimozione del pallone di calibrazione, il liner viene ispezionato internamente con la telecamera CCTV per verificare che la polimerizzazione sia uniforme, che non ci siano pieghe, bolle o zone non aderenti alla parete. Gli allacciamenti laterali (raccordi di scarico dei singoli appartamenti) vengono riaperti roboticamente fresando la resina polimerizzata nel punto di connessione. Infine viene eseguito il test di tenuta idraulica a pressione: la tubatura risanata viene pressurizzata a 1.5× la pressione di esercizio e la tenuta viene verificata. Il cliente riceve il video dell'ispezione finale, il report del test idraulico e il certificato di conformità.

Controllo qualità e certificazioni

Il controllo qualità del CIPP è un processo strutturato che va ben oltre l'ispezione visiva finale. Le aziende serie come Italflux applicano un protocollo di qualità che coinvolge laboratori accreditati indipendenti.

Campioni di calza: Prima dell'installazione vengono prelevati campioni della calza e della resina dagli stessi lotti usati nell'intervento. I campioni vengono impregnati e polimerizzati nelle stesse condizioni dell'intervento e inviati a laboratorio per i test meccanici: resistenza a flessione (ASTM D790), modulo elastico, resistenza alla trazione.

Test di resistenza chimica: Per applicazioni in ambienti aggressivi (fognature industriali, impianti chimici), campioni del liner polimerizzato vengono sottoposti a immersione prolungata nei reflui caratteristici e analizzati per variazioni di peso, dimensioni e proprietà meccaniche.

Test idraulico post-intervento: Ogni tratto risanato viene testato a pressione idrostatica pari a 1.5× la pressione massima di esercizio. La tenuta viene verificata con manometro certificato per almeno 30 minuti senza calo di pressione.

Certificazione per acqua potabile: Per le condotte idriche, la resina deve essere certificata secondo EN 1391 (Linee guida per i materiali a contatto con l'acqua destinata al consumo umano) e/o WRAS (Water Regulations Advisory Scheme, standard britannico riconosciuto anche in Italia). I campioni polimerizzati vengono immersi in acqua e i parametri di cessione analizzati da laboratorio accreditato.

Il certificato di conformità rilasciato a fine intervento riepiloga tutti i test eseguiti, i risultati ottenuti, i riferimenti normativi applicati e la firma del responsabile tecnico dell'intervento. Questo documento è fondamentale in caso di sinistri assicurativi o controversie condominiali.

Tipi di CIPP in base al diametro

La tecnologia di applicazione del CIPP varia in funzione del diametro della tubatura da risanare. Non esiste un sistema unico universale: la scelta della tecnica corretta è determinante per la qualità e la fattibilità dell'intervento.

  • DN40–DN100 (packer o spray lining): Per i diametri più piccoli, tipici degli scarichi individuali degli appartamenti, si usa la tecnica del packer: un piccolo pallone abbinato a una testa di spruzzatura inserisce la resina sulla parete della tubatura e la comprime con pressione controllata. La tecnica spray lining proietta la resina epossidica in strati uniformi senza calza tessuta, adatta per geometrie molto complesse (curve strette, variazioni di diametro). Tempi ridotti: 2–3 ore per tratti fino a 5 metri.
  • DN100–DN400 (calza continua a inversione): Il range di applicazione più comune del CIPP tradizionale. La calza di felt di poliestere o fibra di vetro viene invertita con aria compressa o acqua. Questo metodo consente di risanare tratti fino a 100–150 metri in una singola operazione, con ottime caratteristiche strutturali. La pressione di inversione è controllata e adattata al peso della calza impregnata e alla lunghezza del tratto.
  • DN400+ (pannelli o inversione con compressore ad alta portata): Per i grandi diametri — collettori fognari principali, tubature industriali — si usano liner prefabbricati in pannelli o in rotoli di grande formato, installati tramite traino meccanizzato con carri robotizzati. Il gonfiaggio richiede compressori ad alta portata. Questi interventi richiedono cantieri di maggiore dimensione ma rimangono privi di scavo.

Quanto riduce il diametro interno il relining?

Una delle domande più frequenti sul CIPP riguarda la riduzione del diametro interno: il nuovo tubo creato dalla calza polimerizzata è più piccolo del tubo originale, con un impatto sulla portata idraulica?

La risposta tecnica è: sì, c'è una riduzione, ma è trascurabile ai fini idraulici. Lo spessore del liner finito varia in funzione del diametro e delle specifiche strutturali richieste:

  • DN100: spessore liner tipico 3–4 mm → riduzione diametro interno 6–8 mm (6–8%)
  • DN150: spessore liner tipico 3–5 mm → riduzione diametro interno 6–10 mm (4–7%)
  • DN200: spessore liner tipico 4–6 mm → riduzione diametro interno 8–12 mm (4–6%)
  • DN300: spessore liner tipico 5–8 mm → riduzione diametro interno 10–16 mm (3–5%)

L'impatto sulla portata idraulica è ancora più limitato di quanto suggerirebbe la riduzione geometrica. Il motivo è che il liner epossidico ha una rugosità interna molto inferiore a quella del tubo originale (soprattutto se in ghisa o cemento usurato): la rugosità riduce la resistenza al flusso, compensando parzialmente o completamente la riduzione di sezione. In pratica, tubature risanate con CIPP mostrano spesso portate idrauliche uguali o superiori a quelle originali, nonostante la riduzione fisica del diametro.

Nei rari casi in cui sia necessario mantenere o aumentare la portata originale (es. per variazioni di carico previste nel progetto idraulico), l'unica soluzione è la sostituzione con tubo di diametro maggiore mediante scavo. Italflux valuta sempre questo aspetto nel sopralluogo gratuito, analizzando le portate di progetto prima di confermare l'applicabilità del CIPP.

Domande frequenti

La resina epossidica è sicura per l'acqua potabile?

Sì. Italflux utilizza solo resine certificate per contatto con acqua potabile secondo EN 1391 e WRAS. La certificazione garantisce che dopo la polimerizzazione non ci sia cessione di sostanze nocive. I campioni vengono inviati a laboratorio accreditato per test di conformità.

Il relining CIPP funziona anche per le fognature?

Sì, anzi è il metodo più usato per le fognature nere. In questo caso si utilizzano resine con maggiore resistenza chimica agli acidi organici e ai solfuri. La procedura è identica, ma la resina viene selezionata in base al tipo di refluo.

Cosa succede se la calza non si gonfia correttamente?

È uno scenario raro (meno del 2% degli interventi) che si verifica quando c'è un ostruzione non rilevata dall'ispezione CCTV o una curvatura troppo stretta. In quel caso Italflux interviene con tecnica puntuale (packer) sulle zone problematiche, senza costi aggiuntivi nell'ambito della garanzia.

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