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Come funziona la ricerca perdite con gas tracciante

La ricerca perdite con gas tracciante utilizza una miscela di idrogeno (5%) e azoto (95%) immessa in pressione nella tubatura. Il gas, leggerissimo, risale attraverso qualsiasi materiale fino in superficie dove viene rilevato da sensori con precisione ±20 cm. Zero demolizioni, zero radiazioni, rilevabile anche a 1 metro di profondità.

Italflux SRL · Pubblicato il 25 maggio 2026

Perché il gas tracciante (H₂/N₂)

La ricerca perdite è una delle operazioni più critiche nella gestione delle infrastrutture idriche: una perdita non localizzata può causare danni strutturali all'edificio, muffa, infiltrazioni nelle fondamenta e sprechi d'acqua considerevoli. Per decenni, i metodi disponibili richiedevano o la demolizione esplorativa (aprire pavimenti a campione finché non si trovava la perdita), oppure l'utilizzo di tecnologie acustiche con sensibilità limitata in ambienti rumorosi o su tubature in materiale plastico.

Il gas tracciante H₂/N₂ rappresenta oggi il metodo più preciso disponibile commercialmente per la localizzazione non invasiva delle perdite. La miscela standard è idrogeno al 5% in azoto al 95%, prodotta e certificata da fornitori specializzati. La scelta di questa composizione è deliberata: alla concentrazione del 5% in azoto puro, l'idrogeno è chimicamente inerte e assolutamente non infiammabile. Il limite inferiore di infiammabilità dell'idrogeno in aria è del 4%, ma in azoto (un gas inerte) la combustione è fisicamente impossibile indipendentemente dalla concentrazione.

La scelta dell'idrogeno come gas tracciante si basa su tre proprietà fisiche eccezionali. Prima: la molecola H₂ è la più piccola e leggera dell'universo, con un raggio di Van der Waals di soli 120 pm. Questo significa che l'idrogeno riesce a diffondersi attraverso qualsiasi materiale poroso o fessurato: calcestruzzo, asfalto, terreno argilloso o sabbioso, pavimentazioni in pietra. Seconda: la sua densità (0.09 kg/m³) è 14 volte inferiore a quella dell'aria, quindi sale naturalmente verso la superficie senza accumularsi in sacche pericolose. Terza: è rilevabile con sensori a stato solido a concentrazioni di parti per miliardo, garantendo una sensibilità che nessun altro metodo fisico può eguagliare.

Dal punto di vista economico, il gas tracciante costa meno della termografia a infrarossi (che richiede condizioni ambientali controllate e non supera i 50 cm di profondità utile) e offre prestazioni molto superiori al correlatore acustico in ambienti con elevato rumore di fondo o su tubature in plastica dove la propagazione del suono è scarsa.

Come si esegue la ricerca perdite con gas tracciante

Il procedimento si articola in cinque fasi distinte, ciascuna con tempi e scopi precisi.

Fase 1: Chiusura del circuito idraulico (15–30 minuti)

La sezione di tubatura da ispezionare deve essere isolata dal resto della rete idrica. I tecnici chiudono i rubinetti o le valvole di sezionamento e svuotano parzialmente la condotta in modo che rimanga il minimo volume di liquido necessario per mantenere la pressione. È fondamentale che la sezione sia sigillata su entrambe le estremità per consentire la pressurizzazione con il gas tracciante.

Fase 2: Insufflaggio del gas tracciante (15–30 minuti)

La miscela H₂/N₂ viene immessa nella tubatura attraverso un raccordo di iniezione. La pressione di insufflaggio viene calibrata in base al diametro della condotta e alla profondità: tipicamente si usa una pressione di 0.5–2 bar, sufficiente a far risalire il gas ma senza rischio di danneggiare la tubatura già compromessa. Il volume di gas iniettato viene misurato e registrato nel report finale.

Fase 3: Tempo di attesa (15–30 minuti)

Dopo l'insufflaggio, i tecnici attendono che il gas percoli attraverso il punto di perdita e risalga attraverso il materiale sovrastante fino alla superficie. Il tempo necessario dipende dalla profondità della tubatura e dalla compattazione del materiale attraverso cui deve risalire: 15 minuti sono sufficienti per tubature a meno di 50 cm di profondità, 30 minuti per profondità fino a 1.5 metri. Per profondità superiori il tempo si allunga proporzionalmente.

Fase 4: Scansione con rilevatore (30–60 minuti)

Il tecnico esegue una scansione sistematica della superficie sovrastante la tubatura con un rilevatore di idrogeno a stato solido. Lo strumento emette un segnale acustico e visivo proporzionale alla concentrazione di H₂ rilevata. La scansione segue il percorso della tubatura con movimenti a serpentina, sonda a circa 5 cm dal pavimento o dal suolo, coprendo una fascia di circa 50 cm attorno alla linea della condotta.

Fase 5: Localizzazione e report (15–30 minuti)

Quando il rilevatore individua una concentrazione anomala di idrogeno, il tecnico affina la posizione con una scansione a griglia più fitta intorno al punto segnalato. La perdita viene marcata con gessetto o cartello e georeferenziata. Il report finale include la planimetria dell'impianto con la posizione esatta della perdita (o delle perdite, se multiple), le misurazioni di concentrazione, la stima del diametro del foro basata sulla curva di diffusione del gas, e i dati dell'operatore certificato.

Precisione e limiti del metodo

In condizioni standard — tubatura a profondità inferiore a 1 metro, terreno o pavimento non impermeabilizzato, assenza di venti forti — il gas tracciante H₂/N₂ garantisce una precisione di localizzazione di ±20 cm. Questa precisione è sufficiente per consentire un intervento chirurgico: invece di demolire 2–3 metri quadrati di pavimento per "trovare" la perdita, si apre solo il punto esatto.

La precisione si riduce all'aumentare della profondità. Per tubature a 1.5–2 metri il margine di errore sale a ±40–60 cm, ancora accettabile per evitare demolizioni esplorative. Oltre i 2 metri di profondità è consigliabile integrare il gas tracciante con un geofono acustico, che lavora in modo complementare: il gas localizza l'area, il geofono affina il punto preciso all'interno di quella zona.

Un altro limite riguarda le pavimentazioni impermeabili: un manto in asfalto compatto spesso più di 5 cm può ritardare la risalita del gas in modo significativo, richiedendo tempi di attesa più lunghi (60–90 minuti) e riducendo la precisione. In questi casi, la combinazione con il correlatore acustico — che lavora per via di diffusione del suono nella condotta — offre risultati migliori.

Confronto con altri metodi

Metodo Precisione Profondità max utile Condizioni ideali
Gas tracciante H₂/N₂ ±20 cm ~1.5 m (ottimale), 3 m (integrato) Tutti i materiali, perdite piccole
Geofono acustico ±30–50 cm Illimitata (dipende dal suono) Tubi in metallo, perdite medie/grandi
Termografia IR ±5–15 cm (in superficie) ~50 cm Perdite calde, delta T elevato

Quando usare il gas tracciante

Il gas tracciante è la scelta ottimale in specifiche condizioni operative che lo rendono superiore alle alternative.

  • Perdite molto piccole (<0.1 l/h): Il geofono acustico diventa inaffidabile sotto questa soglia perché il rumore prodotto dalla perdita è indistinguibile dal rumore di fondo. Il gas tracciante non ha questo limite: rileva qualsiasi apertura attraverso cui possa percolarlo.
  • Ambienti con alto rumore di fondo: Fabbriche, strade trafficate, edifici con macchinari in funzione rendono il geofono acustico molto meno preciso. Il gas tracciante non è influenzato dal rumore ambientale.
  • Tubature in materiale plastico (PVC, PE, PP): Queste tubature trasmettono il suono molto peggio del metallo, penalizzando fortemente l'accuratezza del geofono. Il gas tracciante non ha questo problema.
  • Profondità media (50 cm – 1.5 m): La termografia infrarossi perde efficacia oltre i 30–50 cm di profondità. Il gas tracciante mantiene buona precisione fino a 1.5 metri senza integrazioni.

Costo della ricerca perdite in Piemonte

Italflux offre il sopralluogo iniziale gratuitamente in provincia di Torino. Il costo dell'ispezione con gas tracciante varia in funzione della complessità dell'impianto, della lunghezza della rete da ispezionare e del numero di sezioni da testare separatamente.

Fasce orientative per impianti residenziali e condominiali in Piemonte:

  • Appartamento singolo (fino a 15 ml di tubatura): 300–450 €
  • Condominio fino a 4 piani (fino a 60 ml): 500–700 €
  • Impianti industriali o rete complessa: su preventivo, tipicamente 700–1.500 €

Il prezzo include il report scritto con planimetria e georeferenziazione della perdita. La ricerca perdite non include la riparazione del punto di perdita individuato, che viene preventivata separatamente. In molti casi la riparazione può essere eseguita lo stesso giorno con tecnica no-dig.

Domande frequenti

Il gas tracciante è pericoloso per gli inquilini?

No. La miscela usata è idrogeno al 5% e azoto al 95%. A questa concentrazione l'idrogeno è completamente non infiammabile (limite inferiore di infiammabilità dell'idrogeno è 4% in aria, ma la miscela è in azoto puro). È un gas atossico e innocuo per persone, animali e impianti.

Funziona anche su tubature in plastica (PVC, PE)?

Sì. Il gas tracciante penetra attraverso qualsiasi materiale: PVC, polietilene, cemento, ghisa, acciaio. L'unico limite sono tubature con rivestimento esterno impermeabile molto spesso (>5cm di asfalto compatto), dove può essere necessario integrare con correlatore acustico.

Quanto tempo ci vuole dalla chiamata all'intervento?

Per sopralluogo e ricerca perdite in provincia di Torino, Italflux interviene entro 2 ore lavorative. La durata dell'ispezione è 2-4 ore per impianti standard. Il report con localizzazione della perdita viene consegnato lo stesso giorno.

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